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segreteria@soroptimist-treviso.itViolenza sulle donne, siglato il protocollo
Violenza sulle donne, siglato il protocollo
I firmatari son convinti che servirà a far sentire le donne meno sole e a denunciare i propri aguzzini
TREVISO – Se bastasse una semplice firma su un protocollo con cui enti, istituzioni e associazioni si impegnano a debellare la violenza sulle donne, sarebbe troppo bello. Purtoppo il fenomeno esiste da quando esiste l’uomo e aconfiggerlo non è affatto semplice.
Ma intanto a Treviso, stamani, sono state poste le premesse, apputo sulla carta, per iniziare ad occuparsene in modo strategico e organico. Oggi, martedì 25 maggio, presso la Prefettura di Treviso, alla presenza del prefetto Vittorio Capocelli ,si è svolto un incontro del Tavolo Tecnico per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della violenza sulle donne e si è sottoscritto un “protocollo d’intesa per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne”.
Erano presenti tutte le rappresentanze delle forze dell’ordine, la Procura della Repubblica, esponenti degli enti pubblici quali Provincia di Treviso, Comune di Treviso, di Asolo, di Castelfranco Veneto, di Conegliano, di Montebelluna, di Oderzo, di Vittorio Veneto, nonché l’Ufficio scolastico provinciale, Ulss 7, 8 e 9.
Presenti anche molte associazioni che sono direttamente collegate al tema della violenza sulle donne come l’Aidm, Associazione italiana donne medico, sezione di Treviso, la Fimmg, Medici di famiglia, la Commissione provinciale Pari Opportunità, Telefono Rosa, la Caritas Tarvisina, Soroptimist International Club Treviso, la Commissione regionale Pari opportunità, l’Ordine degli avvocati, la Consulta femminile per l’immigrazione.
Cosa rappresenta questo protocollo? “Abbiamo posto le basi – spiega il procuratore capo della Repubblica, Antonio Fojadelli, (nella foto) per attivare un coordinamento a livello istituzionale, ma anche a livello delle associazioni che si occupano della difesa delle persone più deboli, in questo caso le donne, per fare in modo di creare una cultura che debelli l’idea della sopraffazione e della violenza.
Anche attraverso i procedimenti per stalking, (il reato di “atti persecutori" entrato a far parte del nostro ordinamento con il decreto legge 23 febbraio 2009, n. 11, ndr) la nuova figura criminosa, non siamo ancora in grado di esprime la grandezza del fenomeno che secondo noi è molto più vasto.
Le statistiche – prosegue Fojadelli - dicono una cosa molto preoccupante, ovvero che ben l’80 per cento di questi atti vengono posti in essere dal partner o dall’ex, indifferentemente dal sesso. Permettetemi di esprimere una considerazione amara: l’estrema debolezza di carattere di questi individui, di questa società che sembra aver smarrito il senso di certi valori e che esprime situazioni di questo genere. Quel che è certo è che è quanto mai necessario penalizzare questo genere di condotte altrimenti creiamo una società di protetti, quindi non una società libera”.
Con la firma del documento Fojadelli auspica una reciproca informazione fra gli operatori che operano in vari ambiti, scuola, medica, il reperimento di dati statistici che possano consentire un monitoraggio attento del fenomeno da parte della Pretura, e che da parte delle forze dell’ordine vi sarà ancora maggiore sensibilità per quanto riguarda persone che possono rimanere vittime di queste attività di violenza. “Una gamma di impegni che mi pare molto significativa” conclude il Procuratore di Treviso.
Soddisfatto del protocollo anche Carmine Damiano, questore di Treviso. “Il nostro obiettivo è fare emergere tutto un fenomeno che rimane ancora sommerso. La violenza sia fisica, sia psicologica, rimane spesso rinchiusa all’interno delle mura di case, visto che le donne molto spesso, per tutta una serie di ragioni non denunciano i fatti subiti. Il protocollo – spiega Damiano - prevede la partecipazione attiva da parte di tutte le forze di polizia nella raccolta delle denuncie che vanno prese con la massima professionalità e riservatezza, ma soprattutto nella formazione di ispettori di polizia che devono riuscire ad intercettare le situazioni problematiche e riuscire a far sentire le donne protette e sicure”.
E le donne cosa pensano della violenza sulle donne. Ecco il parere di Maria Sole Crespi, presidente di Soroptimist International Club Treviso, un sodalizio femminile che si occupa delle problematiche delle donne, affrontando temi i vario tipo. In questi anni è stato proprio affrontato il problema della violenza.
"Secondo noi è un passo molto importante proprio perché in questo momento una task force del genere può veramente far capire questo problema sotto vari profili e soprattutto consentire di affrontarlo con competenza. In questo caso, è proprio il caso di dirlo, l’unione fa la forza, visto che il problema viene discusso e affrontato sotto molti punti aspetti, molte sfaccettature”.
Cosa fare secondo lei per debellare la violenza? “Ricostruire la famiglia dalle fondamenta, visto che non è più così unita come un tempo e non ha più questa disponibilità ad educare i ragazzi a certi valori che devono essere trasmessi soprattutto ai bambini proprio nella quotidianità della vita familiare, visto che la maggior parte degli episodi di violenza si consuma all’interno delle mura domestiche. Il problema della violenza esisteva, comunque, anche i passato, per fortuna ora le donne hanno più disponibilità a parlare, c’è meno omertà e quindi a questo punto il problema può essere affrontato meglio.
Come fare per stimolare le donne a denunciare le violenze subite? “Se le donne trovano qualcuno che le ascolta, che le difende, che affronta assieme a loro il problema, questo è possibile, altrimenti si sentono sole”. Voi concretamente cosa farete? “Noi abbiamo scelto di avere un ruolo di informazione, di far sapere qualsiasi iniziativa verrà fatta per risolvere questo problema e poi prenderemo parte a quei gruppi di lavoro che ci verranno proposti e nei quali portare la nostra professionalità in modo di agire concretamente e in sinergia.
Anche Cristina Greggio, componente della Commissione Pari opportunità della Regione Veneto, è soddisfatta di questo primo passo compiuto. “La provincia di Treviso ha dimostrato di sapere raccogliere, prima in Veneto, questo messaggio per lavorare in sinergia. Io spero davvero che al di la delle competenze che sono scritte nel protocollo arrivi un messaggio alle donne, perché è questa la cosa più importante.
Le donne che subiscono violenza vorremmo che sentissero che ci sono le istituzioni e le associazioni che stanno lavorando per loro. Le forme di violenza sono in aumento, anche se non ci sono dati. certi. Il nuovo reato, lo stalking, ha permesso di portare alla luce anche molte situazioni che prima non erano emerse, ora ci sono più strumenti". Ma questo non basta, serve un cambio radicale di cultura e di mentalità
Fonte Treviso Oggi
I firmatari son convinti che servirà a far sentire le donne meno sole e a denunciare i propri aguzzini
TREVISO – Se bastasse una semplice firma su un protocollo con cui enti, istituzioni e associazioni si impegnano a debellare la violenza sulle donne, sarebbe troppo bello. Purtoppo il fenomeno esiste da quando esiste l’uomo e aconfiggerlo non è affatto semplice.
Ma intanto a Treviso, stamani, sono state poste le premesse, apputo sulla carta, per iniziare ad occuparsene in modo strategico e organico. Oggi, martedì 25 maggio, presso la Prefettura di Treviso, alla presenza del prefetto Vittorio Capocelli ,si è svolto un incontro del Tavolo Tecnico per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della violenza sulle donne e si è sottoscritto un “protocollo d’intesa per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne”.
Erano presenti tutte le rappresentanze delle forze dell’ordine, la Procura della Repubblica, esponenti degli enti pubblici quali Provincia di Treviso, Comune di Treviso, di Asolo, di Castelfranco Veneto, di Conegliano, di Montebelluna, di Oderzo, di Vittorio Veneto, nonché l’Ufficio scolastico provinciale, Ulss 7, 8 e 9.
Presenti anche molte associazioni che sono direttamente collegate al tema della violenza sulle donne come l’Aidm, Associazione italiana donne medico, sezione di Treviso, la Fimmg, Medici di famiglia, la Commissione provinciale Pari Opportunità, Telefono Rosa, la Caritas Tarvisina, Soroptimist International Club Treviso, la Commissione regionale Pari opportunità, l’Ordine degli avvocati, la Consulta femminile per l’immigrazione.
Cosa rappresenta questo protocollo? “Abbiamo posto le basi – spiega il procuratore capo della Repubblica, Antonio Fojadelli, (nella foto) per attivare un coordinamento a livello istituzionale, ma anche a livello delle associazioni che si occupano della difesa delle persone più deboli, in questo caso le donne, per fare in modo di creare una cultura che debelli l’idea della sopraffazione e della violenza.
Anche attraverso i procedimenti per stalking, (il reato di “atti persecutori" entrato a far parte del nostro ordinamento con il decreto legge 23 febbraio 2009, n. 11, ndr) la nuova figura criminosa, non siamo ancora in grado di esprime la grandezza del fenomeno che secondo noi è molto più vasto.
Le statistiche – prosegue Fojadelli - dicono una cosa molto preoccupante, ovvero che ben l’80 per cento di questi atti vengono posti in essere dal partner o dall’ex, indifferentemente dal sesso. Permettetemi di esprimere una considerazione amara: l’estrema debolezza di carattere di questi individui, di questa società che sembra aver smarrito il senso di certi valori e che esprime situazioni di questo genere. Quel che è certo è che è quanto mai necessario penalizzare questo genere di condotte altrimenti creiamo una società di protetti, quindi non una società libera”.
Con la firma del documento Fojadelli auspica una reciproca informazione fra gli operatori che operano in vari ambiti, scuola, medica, il reperimento di dati statistici che possano consentire un monitoraggio attento del fenomeno da parte della Pretura, e che da parte delle forze dell’ordine vi sarà ancora maggiore sensibilità per quanto riguarda persone che possono rimanere vittime di queste attività di violenza. “Una gamma di impegni che mi pare molto significativa” conclude il Procuratore di Treviso.
Soddisfatto del protocollo anche Carmine Damiano, questore di Treviso. “Il nostro obiettivo è fare emergere tutto un fenomeno che rimane ancora sommerso. La violenza sia fisica, sia psicologica, rimane spesso rinchiusa all’interno delle mura di case, visto che le donne molto spesso, per tutta una serie di ragioni non denunciano i fatti subiti. Il protocollo – spiega Damiano - prevede la partecipazione attiva da parte di tutte le forze di polizia nella raccolta delle denuncie che vanno prese con la massima professionalità e riservatezza, ma soprattutto nella formazione di ispettori di polizia che devono riuscire ad intercettare le situazioni problematiche e riuscire a far sentire le donne protette e sicure”.
E le donne cosa pensano della violenza sulle donne. Ecco il parere di Maria Sole Crespi, presidente di Soroptimist International Club Treviso, un sodalizio femminile che si occupa delle problematiche delle donne, affrontando temi i vario tipo. In questi anni è stato proprio affrontato il problema della violenza.
"Secondo noi è un passo molto importante proprio perché in questo momento una task force del genere può veramente far capire questo problema sotto vari profili e soprattutto consentire di affrontarlo con competenza. In questo caso, è proprio il caso di dirlo, l’unione fa la forza, visto che il problema viene discusso e affrontato sotto molti punti aspetti, molte sfaccettature”.
Cosa fare secondo lei per debellare la violenza? “Ricostruire la famiglia dalle fondamenta, visto che non è più così unita come un tempo e non ha più questa disponibilità ad educare i ragazzi a certi valori che devono essere trasmessi soprattutto ai bambini proprio nella quotidianità della vita familiare, visto che la maggior parte degli episodi di violenza si consuma all’interno delle mura domestiche. Il problema della violenza esisteva, comunque, anche i passato, per fortuna ora le donne hanno più disponibilità a parlare, c’è meno omertà e quindi a questo punto il problema può essere affrontato meglio.
Come fare per stimolare le donne a denunciare le violenze subite? “Se le donne trovano qualcuno che le ascolta, che le difende, che affronta assieme a loro il problema, questo è possibile, altrimenti si sentono sole”. Voi concretamente cosa farete? “Noi abbiamo scelto di avere un ruolo di informazione, di far sapere qualsiasi iniziativa verrà fatta per risolvere questo problema e poi prenderemo parte a quei gruppi di lavoro che ci verranno proposti e nei quali portare la nostra professionalità in modo di agire concretamente e in sinergia.
Anche Cristina Greggio, componente della Commissione Pari opportunità della Regione Veneto, è soddisfatta di questo primo passo compiuto. “La provincia di Treviso ha dimostrato di sapere raccogliere, prima in Veneto, questo messaggio per lavorare in sinergia. Io spero davvero che al di la delle competenze che sono scritte nel protocollo arrivi un messaggio alle donne, perché è questa la cosa più importante.
Le donne che subiscono violenza vorremmo che sentissero che ci sono le istituzioni e le associazioni che stanno lavorando per loro. Le forme di violenza sono in aumento, anche se non ci sono dati. certi. Il nuovo reato, lo stalking, ha permesso di portare alla luce anche molte situazioni che prima non erano emerse, ora ci sono più strumenti". Ma questo non basta, serve un cambio radicale di cultura e di mentalità
Fonte Treviso Oggi


